In quinta superiore la parola d’ordine è “ansia”. Non è solo la paura della Maturità, è proprio la pressione di dover essere sempre al top. I social ci bombardano di gente della nostra età che sembra già milionaria o super di successo, e noi qui a combattere per un 6 in matematica.
Anche durante l’alternanza scuola-lavoro ho sentito questo peso: devi essere veloce, devi capire subito, non puoi sbagliare. Ma a diciannove anni è normale non sapere dove sbattere la testa. Questa corsa continua a chi arriva primo ci sta svuotando. Bisognerebbe rallentare un attimo e capire che il fallimento fa parte del gioco. Prendersi un 4 o non avere le idee chiare sul futuro non è la fine del mondo, anche se il sistema sembra volerci convincere del contrario.
di Paul Cristea