Molto più di un voto in pagella: Perché lo sport serve soprattutto in quinta superiore
Mettiamo le carte in tavola: l’anno della quinta superiore è una pentola a pressione. Tra simulazioni della prima prova, interrogazioni dell’ultimo minuto, l’ansia dei crediti e lo spettro della Maturità che incombe, la tentazione di chiudersi in camera a studiare dodici ore al giorno è fortissima. E la prima cosa che spesso decidiamo di tagliare, per guadagnare tempo, è lo sport. Ci ripetiamo che non abbiamo tempo per gli allenamenti e che dobbiamo studiare, ma questo è l’errore più grande che si possa fare. Lo sport in un anno come questo non dovrebbe essere visto come un lusso o una perdita di tempo, ma come una vera e propria necessità biologica e mentale, perché l’attività fisica non distrae dallo studio, ma lo rende possibile.
I benefici reali per un maturando sono tantissimi, a partire dal fatto che il movimento è uno sfogo naturale per l’ansia. Quando corri, nuoti o tiri a canestro, il cervello smette di pensare alle materie d’esame. È un reset mentale che abbassa i livelli di cortisolo e rilascia endorfine. Inoltre, è scientificamente provato che l’attività aerobica aumenta l’ossigenazione del cervello, migliorando la memoria e la capacità di concentrazione nelle ore successive. Un’ora di allenamento può rendere le tre ore di studio successive molto più produttive. Infine, lo sport è la migliore scuola di resilienza. Ti insegna a gestire la frustrazione di una sconfitta, a capire che per ottenere un risultato serve costanza e che i colpi di testa non funzionano mai. È esattamente quello che serve per affrontare una commissione d’esame. Quindi, prima di rinunciare alla partita o al corso di danza per l’ennesimo capitolo di storia, ripensateci. Muovere il corpo è l’unico modo che abbiamo per mantenere sana la mente in questo sprint finale