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MOTORI E FUTURO

mercedes vision one eleven

Per molti, l’auto è solo un mezzo per arrivare a scuola o a lavoro senza fare tardi. Per noi giovani, invece, la macchina è il simbolo sacro della libertà, il passaporto per uscire dal quartiere e, ammettiamolo, il sogno proibito che popola i nostri feed di Instagram.
Mentre aspettiamo con ansia il giorno dell’esame di Stato, c’è un altro esame che ci toglie il sonno: quello della patente. Perché avere quelle quattro ruote sotto il sedile non significa solo spostarsi, ma significa indipendenza. È la playlist sparata a palla il sabato sera, sono i viaggi programmati per l’estate post-maturità e quella sensazione di controllo che solo il volante sa darti.
Ma il mondo dell’automobile sta cambiando alla velocità della luce, e noi siamo proprio nel mezzo di questa rivoluzione. Se i nostri padri sognavano il rombo dei motori e l’odore della
benzina, noi ci troviamo a discutere di batterie agli ioni di litio, colonnine di ricarica e motori elettrici silenziosi come smartphone.
Le macchine di oggi sono diventate dei computer su ruote.
Certo, c’è chi dice che le macchine moriranno, che useremo solo i mezzi pubblici o il car sharing. Sarà pure vero per le grandi metropoli, ma provate a dirlo a un ragazzo che vive in provincia, dove l’autobus passa ogni morte di papa. Per noi, la macchina resterà ancora per un bel pezzo lo strumento per andare a prenderci il futuro.
Non è solo metallo e gomma: è la strada che ci aspetta là fuori, pronta a portarci ovunque decideremo di andare una volta chiusi i libri di scuola.
Andrea Paulucci