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Sentenza Rigopiano : solo 5 condanne per un totale di 10 anni! Una sentenza che farà discutere

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Giampaolo Matrone, il pasticcere di Monterotondo sopravvissuto alla valanga dell’hotel Rigopiano nella quale, il 18 gennaio del 2017, persero la vita 29 persone tra le quali la moglie, l’infermiera di Mentana Valentina Cicioni, racconta cosa è accaduto prima e dopo la sentenza di primo grado del processo per la strage. Una sentenza che ha lasciato stupefatti e sbigottiti tutti i presenti. Sono infatti  soltanto 10 gli anni di pena i inflitti a 5 imputati, tra cui il sindaco di Farindola,  mentre gli altri 25 sono stati tutti assolti. Il  nulla  secondo parenti e sopravvissuti rispetto ai 150 anni complessivi richiesti dal Pm titolare dell’inchiesta . “Ero tranquillo prima della sentenza – racconta Matrone – mi sono messo in prima fila, guardando il giudice negli occhi. Ha cominciato ad elencare tutti gli assolti, condannando quelle poche persone utilizzate, evidentemente, come capri espiatori”. Matrone e gli altri parenti delle vittime sono esplosi dopo la lettura delle poche condanne, cercando anche di raggiungere il giudice che aveva emesso le sentenze. “Avevo promesso a mia figlia che la mamma avrebbe avuto giustizia. Questa, purtroppo, è l’unica promessa che in 6 anni non sono riuscito a mantenere. Dopo la sentenza  – dichiara Matrone – ero sicuro che avrei potuto ricominciare a vivere ma evidentemente non mi è stato concesso”. Prima della lettura del dispositivo , Gaia aveva scritto un messaggio a Giampaolo: “Papà li hai mandati in galera a quelli?”. “Purtroppo non le ho risposto – riprende Matrone – la sera sono tornato a casa, lei già sapeva tutto perché aveva visto il telegiornale. Mi ha preso e abbracciato, ci siamo stretti forte”. Matrone ha una domanda da rivolgere al giudice: “Sembra che la colpa sia la nostra che siamo andati in quell’albergo. Di cosa sono morte tutte quelle persone? Quei balordi avranno festeggiato ma spero che vengano perseguitati per tutta la vita  dalle vittime innocenti di quella tragedia”. Matrone e gli altri parenti naturalmente sperano ancora nell’appello in merito al quale il capo della Procura di  Pescara Giuseppe Belelli ha dichiarato:    “Attenderemo le valutazioni della sentenza per valutare il ricorso all’Appello, ciò che emerge chiaramente è che è stato cancellato il reato di disastro colposo”.

A cura della redazione di Youngreporter.it